Auto a GPL o metano? Perché milioni di italiani continuano a scegliere il gas

GPL e metano restano protagonisti sulle strade italiane: costi bassi, milioni di auto in circolazione e due destini diversi per il futuro.

Nel dibattito sulla mobilità del futuro, dominato dall’elettrico e dalle nuove tecnologie ibride, esistono soluzioni che continuano a vivere una stagione di sorprendente solidità. Tra queste ci sono le auto alimentate a GPL e metano, due carburanti che in Italia non rappresentano affatto una nicchia. Al contrario, costituiscono ancora una parte significativa del parco circolante e continuano a essere scelti da molti automobilisti alla ricerca di un equilibrio concreto tra costi di gestione e impatto ambientale.

GPL e Metano: conviene ancora?
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I numeri aiutano a capire il fenomeno. Secondo i dati ufficiali dell’Aci, alla fine del 2024 sulle strade italiane circolavano 3.153.648 autovetture alimentate a benzina e GPL, mentre le auto a benzina e metano erano 746.946. In altre parole, milioni di veicoli continuano a muoversi grazie a questi carburanti alternativi, segno che il loro ruolo nel sistema della mobilità non può essere considerato marginale. :contentReference[oaicite:0]{index=0}

Questi dati raccontano una realtà interessante: mentre il settore automobilistico guarda sempre più all’elettrificazione, il gas continua a rappresentare una soluzione pragmatica per chi percorre molti chilometri e cerca di contenere le spese quotidiane. Tuttavia, se GPL e metano condividono una storia comune nella mobilità italiana, oggi il loro percorso sembra andare in direzioni diverse.

Il GPL continua a convincere gli automobilisti (e il metano?)

Nel caso del GPL il fattore decisivo resta uno solo: il prezzo. All’inizio del 2026 il costo medio alla pompa si aggira intorno a 0,71 euro al litro, una cifra che appare quasi simbolica se confrontata con quella della benzina, salita mediamente a circa 1,75 euro, o con il diesel, arrivato a circa 1,87 euro anche a causa delle tensioni geopolitiche degli ultimi anni.

Questo divario economico rende il GPL una scelta immediatamente comprensibile per chi utilizza l’auto ogni giorno. Anche considerando che il rendimento energetico è leggermente inferiore rispetto alla benzina — con percorrenze mediamente inferiori del 15-20% — il risparmio complessivo rimane molto significativo.

Non sorprende quindi che il GPL continui a mantenere una presenza forte anche nel mercato del nuovo. Nel 2025 sono state immatricolate oltre 140 mila vetture con questa alimentazione, un dato che mostra come diverse case automobilistiche continuino a credere nel segmento. Marchi come Dacia, ad esempio, offrono versioni GPL di modelli di grande diffusione come la Sandero, mentre Renault ha già annunciato che anche la futura Clio continuerà a essere proposta in configurazione bifuel.

Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la rete distributiva. L’Italia può contare su oltre 4.500 distributori di GPL, una presenza capillare che rende il rifornimento semplice e immediato quasi ovunque. Questo aspetto elimina una delle principali preoccupazioni legate alle nuove tecnologie di alimentazione: la cosiddetta “ansia da ricarica”.

La storia del metano per autotrazione in Italia è ancora più lunga. Il nostro Paese è stato per decenni uno dei pionieri europei nello sviluppo di questa tecnologia, con una diffusione iniziata addirittura negli anni Trenta e cresciuta costantemente nel dopoguerra.

Oggi però il metano vive una fase molto particolare. Da una parte esiste ancora un parco circolante consistente — quasi 750 mila autovetture — e una rete di distributori consolidata soprattutto nel Centro-Nord. Dall’altra, il mercato del nuovo si è praticamente fermato.

Le case automobilistiche, impegnate negli investimenti per l’elettrico e le piattaforme ibride, hanno progressivamente eliminato le versioni a metano dai propri listini. Il risultato è evidente: nel 2025 le immatricolazioni di auto a metano sono state praticamente pari a zero. Chi sceglie questa alimentazione oggi lo fa quasi sempre attraverso il mercato dell’usato oppure mantenendo veicoli già in circolazione.

Il metano mantiene comunque alcuni punti di forza importanti. Dal punto di vista ambientale è il combustibile fossile più pulito, con emissioni di CO₂ inferiori rispetto alla benzina e livelli molto ridotti di particolato. Inoltre il suo rendimento energetico resta elevato: con un chilogrammo di metano si percorre generalmente più strada rispetto a un litro di carburante tradizionale.

Anche il prezzo rimane competitivo. A marzo 2026 il costo medio si aggira intorno a 1,47 euro al chilogrammo, un valore che consente comunque di contenere il costo chilometrico rispetto a benzina e diesel.

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